𝗟𝗘 𝗔𝗦𝗣𝗘𝗧𝗧𝗔𝗧𝗜𝗩𝗘 𝗖𝗛𝗘 𝗙𝗘𝗥𝗜𝗦𝗖𝗢𝗡𝗢

Se ho imparato una cosa è questa: più stiamo bene dentro la nostra testa, più il corpo sta in salute e resta magro.

Le frustrazioni che ci accompagnano ogni giorno sono un fardello che con il passare degli anni si fa sempre più duro e impossibile da portare.

Quando siamo giovani, siamo carichi di mille aspettative e viviamo oltre che il potere di bellezza e giovinezza anche l’illusione che tutti i nostri sogni si avverino.

Purtroppo con l’andare degli anni tutte queste aspettative si schiantano come un’auto guidata contromano da un ubriaco.

Con l’andare avanti della vita tutto quello che ci ha ferito pesa e tende a portarci verso il basso, sempre più a valle come una slavina che porta giù la neve bagnata dal crinale di una montagna ripida.

Non hai idea di quanta gente si riempie di ansiolitici e antidepressivi ogni giorno.

Non hai idea di quanta gente beve per scappare dalla realtà.

Qualcuno fuma erba, qualcuno si droga senza pietà.

Se è vero che le sostanze stupefacenti sono collegate ad un certo discrimine sociale è tanto vero che la gente accetta di spegnere la propria mente e il proprio cuore con alcolici e gocce prescritte dal medico.

Dimagrire in questo stato?

E’ difficile.

La ragione dei mali che ci affliggono secondo alcuni maestri di vita è data dalle nostre aspettative.

Tutti ci aspettiamo la relazione perfetta, a volte il lavoro perfetto, a volte la casa dei sogni.

La nostra cultura ci porta ad avere aspettative a volte molto elevate che difficilmente si realizzano.

Se come dicono spesso i sostenitori della “legge di attrazione” tutti possiamo essere, avere e fare ciò che vogliamo, trovo davvero difficile per una persona alta 1 metro e 60 diventare una super top model.

Quante sono le possibilità che io da grande sia un’astronauta?

Direi molto poche.

Puntare in alto ha un senso, credere nelle favole non porta che alla frustrazione.

Sono le aspettative che ci fregano.

Vogliamo relazioni perfette ma non ci sforziamo a cercare la persona giusta e se ne incontriamo una valida magari non facciamo abbastanza sforzi per far funzionare il rapporto.

La vita è una vicenda complessa ma alcune linee guida per vivere meglio le possiamo certamente tracciare insieme tenendo d’occhio quali sono i grandi insegnamenti che abbiamo ricevuto dai maestri del passato.

Illudere le persone che possono avere, fare, essere tutto quello che vogliono è una truffa bella e buona.

Insistere affinchè le persone siano la miglior versione di sé stesse è invece un obbiettivo importante.

In una società consumistica tutta la felicità viene misurata sul possesso.

Ho cose e ne voglio tante altre.

Voglio questo, voglio quello.

Spesso come bambini viziati passiamo da un oggetto del desiderio all’altro senza mai essere neanche soddisfatti, figuriamoci felici.

Sopraggiunge subito la noia appena raggiunto l’oggetto del desiderio.

Sopraggiunge la depressione se quell’oggetto è impossibile da ottenere.

Eraclito diceva che la felicità è l’assenza della malattia e dal dolore.

Noi oggi non ci curiamo neanche del bene che viviamo fino a quando non ci cade una tegola sulla testa.

Passiamo la maggior parte del tempo a cercare l’idea della felicità ma forse non sappiamo manco cosa stiamo cercando.

Davvero ti interessa un giorno alle stelle per poi piombare nella normalità?

Non sarebbe meglio dedicarsi a sviluppare la contentezza?

Siamo certi di poter reggere la stimolazione che la gioia intensa può creare sul corpo?

Siamo certi che possa esistere uno stato di estasi tale da farci dimenticare continuativamente le brutture della vita e le aspettative frustrate?

Credo sinceramente che le condizioni fisiologiche collegate alla gioia intensa non possano che portare, se mantenute per troppo tempo, al Creatore.

Credere di poter essere felici sempre è un’illusione, costruire la contentezza giorno per giorno è un’arte che deve essere appresa.

Smettila di avere aspettative oltre la misura.

Smettila di desiderare sempre cose nuove.

Più consumi e più devi lavorare a meno che tu non siamo milionaria di famiglia.

La smania dell’avere è una malattia della mente.

Ah certo, in televisione non ne parla nessuno.

Le televisioni sono lì per fare pubblicità, mica per intrattenerti.

Se non lo hai ancora capito è meglio che ti dai una svegliata.

Il signor Berlusconi, proprietario di Mediaset, ti ha fornito intrattenimento apparentemente gratis per tutta la tua vita ma in realtà ti ha intramezzato tutti i programmi con milioni di pubblicità per farti comprare cose che per la gran parte non servono a nulla per vivere più contenti!

Quando non paghi qualcosa la merce sei tu.

La società ti instilla modelli di persone vincenti che possiedono avidamente centinaia di cose.

Tu per imitazione è ovvio che voglia quelle cose.

Maslow ci racconta come uno dei bisogni primari sia la necessità di essere accettati dalla nostra comunità.

Questa spinta è enorme.

Dobbiamo possedere, come se fosse un imperativo morale e sostanziale per essere felici.

Peccato che poi le aspettative siano violate.

Mi aspetto che quella auto mi dia la felicità che cercavo e niente dopo qualche tempo sono di nuovo insoddisfatta.

Lo stesso potremmo dire di mille altre circostanze.

Ma potrei dire anche di come l’aspettativa di giungere al possesso mi renda depressa se non riesco a raggiungere il mio desiderio di possedere.

Potrei trovarmi a non avere il denaro per quell’auto perché magari le cose non sono andate come volevo.

In entrambi i casi non sono contenta.

Malissimo: più cibo trangugiato in entrambi i casi.

Delusione e depressione fanno stare male.

La TV non ti può aiutare perché è il più importante sistema di indottrinamento al consumismo.

Le multinazionali hanno talmente corrotto il mondo che anche i rapporti sono diventati come merce.

Noi vogliamo relazioni che ci appaghino così come desideriamo oggetti.

Ma i rapporti non sono cose, assomigliano più a entità viventi come le piante.

Se non vi è cura, affetto, amore la relazione non esiste.

Non basta un fidanzato figo per stare bene. Anche qui le aspettative possono demolire le persone e creare un sacco di problemi emotivi ed esistenziali.

Lascia perdere le aspettative.

Le altre persone non sono come le vuoi tu, sono altre persone.

Tuo marito vive un suo mondo, non il tuo.

I tuoi figli non sono te.

I tuoi genitori vogliono cose per te che non necessariamente sono giuste, anche loro fanno errori.

Ho imparato con il tempo che l’arte della contentezza è più importante di qualche momento di felicità.

Ho imparato che essere è più importante che avere.

Essere è divenire in un mondo in continuo cambiamento, avere è l’essenza della staticità in una società rapace.

Essere è vivere, avere è la paura di perdere.

Concentrati su quello che hai di buono.

Attendi pazientemente che il tuo cervello accetti il cambio di modalità per divenire bella snella.

Concentrati su di te, ristruttura il tuo modo di pensare ogni giorno con buone letture dei grandi saggi.

Datti il tempo che serve per ragionare sui concetti di queste pagine e troverai certamente una dimensione più serena nella tua vita.

Quello è il viatico verso un corpo magro e verso la saggezza.

Come dicevano gli antichi “ mens sana in corpore sano”.